
Spaghettini dei Briganti
Pomodoro fresco, basilico, aglio, olio, peperoncino, parmigiano. Dal 1977.
La firmaSessantacinque anni nella stessa piazza, tre generazioni della stessa famiglia, e un piatto di spaghettini che un quartiere intero ordina chiamandolo per cognome.
Gaetano Briganti veniva da Altopascio, sua moglie Lorenzina da Livorno. Nel 1960 rilevarono un locale in Piazza Giorgini che aveva appena aperto e che chi l'aveva avviato non riusciva a tenere. «La mamma sognava da sempre di avere un suo locale», racconta oggi Lionello, il figlio. «Quando si presentò l'occasione non ci pensammo due volte: con tanto entusiasmo e pochissimi mezzi».
Rifredi allora aveva un'altra faccia. La piazza era sterrata, c'erano mucchi di sassi e camion parcheggiati come capitava, e i ragazzi giocavano a pallone fino a tardi. Le auto erano poche e nessuno aveva fretta.
«All'inizio la gente veniva solo la domenica. Non c'erano soldi, si risparmiava. Poi, piano piano, la voce si sparse. Forse eravamo bravi, forse è stata la fortuna, o forse era la cucina di mamma: sincera, fatta di ingredienti veri».
Da allora non si sono più spostati. Stesso numero civico, stessa sala, stessa famiglia: prima i figli Lido e Lionello, oggi Leonardo. Nel frattempo il centro di Firenze si è riempito di menù plastificati in quattro lingue e i fiorentini hanno smesso di andarci. Qui no.
«Ogni sera, verso l'una, veniva un gruppo di amici. Io mi preparavo uno spaghettino con il pomodoro crudo. Una notte mi dissero: faccelo anche a noi. Da lì partì tutto».
Lionello Briganti · seconda generazione
Fra quegli amici c'era un giornalista, che poi ne scrisse su La Nazione. Da quel momento lo chiedono tutti per nome. Quarantotto anni dopo è ancora il piatto più ordinato della sala.
«Produciamo quasi tutto in casa, come si faceva una volta. Chi ha buon palato lo sente». — Leonardo Briganti

Pomodoro fresco, basilico, aglio, olio, peperoncino, parmigiano. Dal 1977.
La firma
Il piatto di quando c'è qualcosa da festeggiare.
Primi
Pasta fresca, ragù col sedano e il vino rosso. Il piatto della domenica.
Primi
Uno dei piatti che nelle recensioni vengono citati per nome.
Primi
A peso, a prezzo di quartiere. Ditecelo quando prenotate.
Secondi
Sottile, croccante, solo la sera. Dopo le nove arriva mezzo quartiere.
Solo a cena
Cotto nel forno a legna. Lorenzina, che aprì il locale, era livornese: certe cose restano in famiglia.
Secondi
Li ordina chi ha appena giurato di essere pieno.
DolciMorbide e profumate, esattamente come quarant'anni fa. Nessuno ha mai chiesto di cambiarle.
Servita come una volta. Un piatto sparito in silenzio da tutte le altre carte della città.
Profuma d'infanzia e di domeniche in famiglia. Chi lo sa, lo sa.
Non sono scritti da nessuna parte. Cambiano col giorno e col mercato: si chiedono in sala, come si fa in una trattoria vera.
«Ho una piccola cantina personale, con bottiglie che non sono nemmeno in carta. Gli amici lo sanno e le ordinano sottovoce. Mi piace condividere, non fare il collezionista: il vino deve unire, non dividere. E chi viene da noi può bere bene senza spendere cifre folli».
Leonardo Briganti · terza generazione
Chiedeteglielo. È tutta qui la procedura.
Lui di Altopascio, lei di Livorno. Aprono il 20 ottobre 1960, in una piazza allora sterrata, e cucinano per la Firenze che lavora e che la domenica mangia fuori.
I figli prendono cucina e sala: erano bambini quando la trattoria aprì e non se ne sono più andati. È Lionello che, una notte dopo il servizio, inventa il piatto di spaghettini che tutto il quartiere finirà per ordinare per cognome.
«Ho imparato da mio padre e da mio zio che la costanza è tutto. Qui non si viene solo a mangiare, si viene per stare bene. Molti locali cambiano stile ogni stagione, noi restiamo fedeli a noi stessi. È il nostro modo di onorare la storia della famiglia».
«Si mangia come quarant'anni fa. Niente fronzoli, solo piatti veri».
«Tipica trattoria familiare, ti senti a casa appena ti siedi».
«Uno dei pochi posti a Firenze che non si è svenduto al turismo di massa».
«Questi spaghetti sono la fine del mondo».
Piazza Giorgini è a Rifredi, pochi minuti da Piazza Leopoldo e circa dieci d'auto dalla Fortezza. È la Firenze dove i fiorentini abitano davvero — ed è esattamente il motivo per cui questa cucina non ha mai dovuto piacere a un pullman di turisti.
Piazza Giovambattista Giorgini 12/r
50134 Firenze · Rifredi
D'estate c'è il dehors in piazza, sotto le luci calde.
Libero su strada attorno alla piazza: raro, così vicino al centro.
Risponde qualcuno che conosce la sala. Il venerdì e il sabato sera, chiamate presto.